MODULISTICA MATRIMONIO

MATRIMONIO

Il matrimonio celebrato in chiesa si chiama ‘Matrimonio concordatario’ e ad esso lo Stato riconosce gli effetti civili; esso viene trascritto nel registro dello stato civile del Comune e produce tutti gli effetti previsti dal Codice di diritto civile in materia patrimoniale, di famiglia, di successione… Esiste anche il matrimonio “solo religioso”, che ha valore solo per la Chiesa, ma la sua applicazione è eccezionale: il più delle volte segue quello civile avvenuto tempo prima.

Per la Chiesa cattolica il sacramento del matrimonio è un passo importante. Per questo agli sposi (=nubendi) vien chiesto di fare un corso di preparazione, che in genere consta di 8-10 incontri. Il corso affronta le questioni della vita matrimoniale sotto i vari aspetti ed è perciò un importante banco di prova per verificare il proprio legame affettivo. Il corso si può svolgere nella propria parrocchia, se previsto, o in un’altra vicina (da concordare con il parroco). Importante è farsi rilasciare il certificato finale di partecipazione.

Dove si fa la pratica matrimoniale?                                                                          
Per istruire la pratica matrimoniale bisogna rivolgersi esclusivamente al parroco della parrocchia dove l’uno o l’altro dei nubendi ha il domicilio.

Quanto tempo è necessario per istruire la pratica?

Almeno tre mesi, ma è consigliabile anticipare i tempi soprattutto in presenza di situazioni particolari.

Quali documenti sono necessari per istruire la pratica?

Documenti canonici

  • Certificato di battesimo uso matrimonio (da richiedere presso la chiesa in cui si è stati battezzati). Il certificato non deve superare i sei mesi dall’emissione.
  • Certificato di cresima (da richiedere nella parrocchia dove si è stati cresimati).
  • Il certificato va richiesto nella misura in cui l’annotazione dell’avvenuta cresima non sia riportata nel certificato di battesimo.
  • Certificato di stato libero ecclesiastico (il documento è necessario quando il/la fidanzato/a, dopo il compimento del sedicesimo anno di età, ha dimorato per più di un anno in una diocesi diversa da quella in cui ha il domicilio. La Prova testimoniale di Stato libero avviene mediante l’esame di due testi idonei).
  • Certificato dell’avvenuto corso di preparazione al matrimonio (se fatto in altra parrocchia).

Documenti civili

  • Certificato contestuale (il certificato va richiesto all’Ufficio Anagrafico di residenza; esso comprende la residenza, la cittadinanza e lo stato libero, lo stesso può essere sostituito dall’autocertificazione, su modello fornito dalla parrocchia).

 

Cosa fare dopo aver prodotto la documentazione richiesta?

Una volta che si è prodotta la documentazione ci si reca dal parroco per rispondere alle domande dell’esame dei nubendi. È un momento importante, il cosiddetto ‘processetto’, dove la coppia deve dimostrare di conoscere gli impegni del matrimonio cristiano e li accetta sottoscrivendoli. Se, per es., la coppia esclude la volontà di avere figli, questa dichiarazione potrà essere rilevante per la nullità del matrimonio; e così lo stesso se la coppia esclude l’indissolubilità del matrimonio…

E le pubblicazioni?

Il parroco che istruisce la pratica matrimoniale farà le pubblicazioni canoniche in parrocchia, l’eventuale richiesta di pubblicazione nella parrocchia del/della fidanzato/a (qualora abbia la residenza anagrafica nel territorio di un’altra parrocchia) e la richiesta di pubblicazione all’Ufficiale dello Stato Civile del Comune. Una volta che le pubblicazioni canoniche e quelle civili sono state affisse per il tempo necessario (otto giorni consecutivi, comprensivi di due giorni festivi), esse vengono riportate al parroco dell’istruttoria matrimoniale.

 

Una volta che l’istruttoria è stata conclusa cosa bisogna fare?

Concluso l’iter necessario i documenti vengono portati dai nubendi o dal parroco o da un suo incaricato alla Curia vescovile per ricevere il Nulla osta alla celebrazione. In Curia verrà fatto un esame formale sui documenti e di merito sulle varie risposte date nel ‘processetto’. Una volta che i documenti sono stati controllati e vidimati dalla Curia, l’intera documentazione viene portata al parroco della parrocchia in cui si celebrerà il matrimonio. Se tale parrocchia è sita in un’altra diocesi, bisognerà prima passare presso la Curia della diocesi in parola, al fine di acquisire anche il suo visto.

Per l’istruttoria vi sono casi particolari?

I casi particolari sono: matrimonio solo religioso, matrimonio canonico dopo il civile, matrimonio di persone già sposate solo civilmente e divorziate, matrimonio di persona che ha ottenuto sentenza canonica di nullità di matrimonio, matrimoni tra una parte battezzata e una parte battezzata che ha notoriamente abbandonato la fede cattolica, matrimoni tra una parte battezzata e una parte battezzata in una Chiesa non cattolica, matrimoni tra una parte battezzata e una parte non battezzata. in questi casi occorre la licenza o la dispensa del Vescovo.

Cose da chiedere al parroco subito:

Onde evitare spiacevoli equivoci conviene chiarire subito con il parroco alcune questioni su:

  • Testimoni (sono max 2 per ogni nubendo)
  • Musiche, strumenti e canti consentiti durante la cerimonia
  • Addobbi floreali
  • Scelta delle letture
  • Fotografo
  • Altri eventuali eventi in contemporanea (feste patronali, altri matrimoni…)
  • Eventuale offerta